Ti è mai capitato di allenarti con costanza, seguire una scheda alla lettera, impegnarti davvero… e non vedere i risultati che speravi? Magari c’è chi si allena meno di te e migliora più in fretta, e tu sei lì a chiederti dove stai sbagliando.
La risposta non è sempre nella motivazione o nella disciplina. Ogni corpo risponde in modo diverso all’allenamento, al recupero, allo sforzo, alla nutrizione. La nutrigenomica sportiva ti aiuta a leggere alcune di queste caratteristiche e a capire quale tipo di attività fisica si adatta meglio al tuo organismo.
Non per metterti dei limiti, ma per smettere di seguire programmi pensati per chiunque e iniziare a costruire un percorso davvero tuo.

Uno degli aspetti più interessanti del test riguarda la tua inclinazione naturale tra potenza e resistenza. Sei più portato per gli scatti brevi e intensi o per gli sforzi prolungati?
Geni come ACTN3, spesso associato alla forza esplosiva, e ACE, più legato alla performance di endurance, possono darti un’indicazione concreta. Sapere da che parte tendi ti aiuta a scegliere intensità, carichi e frequenza in modo coerente — invece di forzarti a fare ciò per cui sei meno tagliato e poi chiederti perché non funziona.
Anche la capacità aerobica — cioè quanto bene il tuo corpo usa l’ossigeno durante lo sforzo — ha una componente genetica. Conta per la performance, ma conta soprattutto per la tua salute cardiovascolare e metabolica nel quotidiano.
Geni come AGT e PPARGC1A raccontano qualcosa su come il tuo corpo gestisce il flusso sanguigno e l’efficienza energetica sotto sforzo. Da qui puoi modulare meglio il lavoro cardio: invece di seguire schemi generici, capisci quanto e come stimolarti.
Ti capita di restare a pezzi per due giorni dopo un allenamento, mentre chi si allena con te è già pronto a ripartire? Il recupero è una parte fondamentale del miglioramento, e una parte di questa differenza è genetica.
Durante l’esercizio il corpo produce radicali liberi e attiva processi infiammatori fisiologici. Geni come GSTM1 e SOD2 sono coinvolti nelle difese antiossidanti naturali e influenzano quanto ti riprendi in fretta. Se il tuo profilo suggerisce una maggiore sensibilità allo stress ossidativo, lavorare bene su tempi di recupero, idratazione, omega-3 e antiossidanti specifici può davvero cambiare le cose.
Tendini, legamenti, tessuto connettivo: sono il vero capitale di chi si allena con regolarità. Basta una distorsione di troppo o un infortunio mal gestito per fermarsi per mesi.
Geni come COL1A1 e COL5A1 sono coinvolti nella struttura del collagene e possono dire qualcosa sulla resistenza dei tuoi tessuti. Sapere se sei un po’ più fragile da quella parte ti permette di lavorare prima — su rinforzo, mobilità e prevenzione mirata — invece di rincorrere l’infortunio una volta che è arrivato.
Il test di nutrigenomica “euroFIT” è semplice, rapido e non invasivo: basta un campione di saliva. Il valore vero arriva da come si leggono i risultati.
Il team di Plus Nutre, sotto la direzione scientifica del Dott. David Rinaldi, analizza il tuo profilo genetico e lo traduce in indicazioni pratiche per allenamento, recupero, nutrizione e prevenzione.
Smetti di seguire programmi generici. Parti da ciò che ti rende unico.
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