La pancia al mattino è piatta e tranquilla. Poi, dopo pranzo o verso sera, inizia a gonfiarsi: arrivano aria, tensione e quella sensazione molto precisa, “mi sta fermentando tutto”. La cosa curiosa è che, in parte, è proprio così.

Nell’intestino la fermentazione avviene di continuo, ed è un processo del tutto fisiologico. I batteri del colon utilizzano una parte delle fibre e dei carboidrati che non vengono digeriti del tutto e, mentre lavorano, producono anche gas: idrogeno, anidride carbonica e, in alcune persone, metano. Fin qui, tutto normale.
Il fastidio compare quando il gas viene prodotto in quantità elevate, viene eliminato con difficoltà, oppure quando l’intestino è particolarmente sensibile alla distensione. Ed è qui il dettaglio interessante: si può avvertire un gonfiore molto intenso anche senza avere quantità eccezionali di gas. Conta anche la motilità, cioè quanto l’intestino si muove: se rallenta, il gas resta più a lungo e diventa più fastidioso. A questo si aggiunge l’aria che ingeriamo mangiando di corsa, parlando durante i pasti o bevendo bibite gassate.
Molto prima degli integratori, semi, spezie ed erbe aromatiche venivano usati proprio a fine pasto pensando anche al pane dove ancora per la tradizione nel nord Italia e soprattutto nei paesi del nord si utilizzavano i semi finocchio e aneto per le proprietà antispasmodiche carminative alleviando i crampi e il senso di pesantezza e la tensione addominale e impiegato per favorire la funzione digestiva e l’eliminazione dei gas fanno parte delle piante dette carminative.

L’aglio ha alle spalle una lunga tradizione d’uso legata alla digestione, mentre timo e origano, che consideriamo soprattutto aromi mediterranei, sono anche piante ricche di oli essenziali e da sempre presenti nella tradizione digestiva.
Il basilico santo (tulsi) arriva invece dalla tradizione ayurvedica e porta nel mix un profilo aromatico come tra i più conosciuti l’eugenolo ad attività antiparassitaria per eliminare diversi vermi intestinali, il tulsi e celebre anche per contrastare batteri e virus rinforzando le difese immunitarie individuali.
Quando ci si sente gonfi, la prima tentazione è trovare un colpevole: il pane, il latte, i legumi, la frutta. A volte un alimento conta davvero, ma spesso fanno la differenza la quantità, le combinazioni e la velocità con cui si mangia. Prima di tagliare intere categorie di cibo, può essere più utile osservare quando compare il gonfiore, quanto dura e se cambia muovendosi o dopo essere andati in bagno. È la stessa logica dietro a formulazioni come FUDO, che riunisce piante tradizionalmente legate al benessere digestivo, tra cui aneto, aglio, basilico santo, timo e origano.
Perché l’obiettivo non è bloccare la fermentazione. Il punto è farla senza accorgersene dopo ogni pasto.
Fonti:
Haderstorfer B. et al., Am J Gastroenterol. 1989;84(4):375-378 (PMID 2929557); Mutuyemungu E. et al., J Funct Foods. 2023;100:105367; Quadram Institute, “Fibre, fermentation, FODMAPs and flatulence”, 2023.
Anti-microbial Activity of Tulsi {Ocimum Sanctum (Linn.)} Extract on a Periodontal Pathogen in Human Dental Plaque: An Invitro Study – PMC
Nota informativa: gli integratori alimentari non sostituiscono una dieta varia ed equilibrata e uno stile di vita sano.
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